Riflessioni

Le dimensioni contano

Un utile strumento di misura
Un utile strumento di misura

Lungo o corto?
Sottile o grosso?

Sono le domande che tormentano l’umanità. Stiamo parlando, ovviamente, di libri e di lettura. Quindi del confronto tra la narrativa breve e quella lunga, tra racconti e romanzi. Si tratta di una tematica non proprio recente: nel corso degli anni diversi autori hanno mostrato di privilegiare l’una o l’altra forma, sentendosi più a loro agio con la dinamicità del racconto oppure con l’approfondimento del romanzo. Con lo sviluppo del mercato digitale questo aspetto è emerso ancora di più, dato che il mondo 2.0 permette agli autori di proporre al pubblico della narrativa che, in ambito cartaceo, troverebbe difficile collocazione, come sono, appunto, i racconti brevi. Continua a leggere “Le dimensioni contano”

Riflessioni, Scrittura

La spontaneità della scrittura

Organizzazione e controllo
Organizzazione e controllo

Oggi parliamo di spontaneità. O meglio, della sua assenza. Si tratta di un tema che torna ciclicamente, quando si parla di scrittura. Del resto tocca anche alcuni aspetti trattati nell’ultimo articolo. Eppure, nonostante sia un argomento piuttosto dibattuto, continua a esserci parecchia confusione.

La scrittura è un atto spontaneo, immediato e naturale, oppure no? L’atto di sedersi alla scrivania, impugnare la penna – o aprire il word processor – è da intendersi come un’azione che nasce esclusivamente dalla spinta dell’ispirazione, dell’emotività dell’autore, oppure affonda le sue radici in qualcosa di più pratico e meno spirituale? C’è di sicuro, e non lo nego, una parte della scrittura che ha a che fare con l’interiorità dello scrittore, ma a mio avviso non è certamente quella preponderante, né la responsabile della nascita della scrittura stessa. Continua a leggere “La spontaneità della scrittura”

Lettura, Riflessioni

eBook reader, questo sconosciuto

Ieri ero all’aeroporto. Dopo una bella corsa per evitare di perdere il volo, sono arrivato ai controlli di sicurezza. Ho messo lo zaino nella cesta, assieme alle altre cose. L’addetta ha preso la mia carta d’imbarco e il documento d’identità e li ha controllati. Infine mi ha chiesto se nello zaino ci fossero tablet o notebook. Io le ho risposto che all’interno c’era un eBook reader. Lei mi ha guardato e ha ribattuto:

“Un… cosa?”

Ecco, questa è la situazione con cui ci si deve confrontare in Italia riguardo alla lettura in digitale.

Le cose sono due: o nessuno porta eBook reader in aereo, oppure tutti preferiscono farlo passare come tablet, per non dover perdere tempo a spiegare. Non saprei nemmeno quale delle due opzioni sia peggio: nel primo caso, sottolineerebbe l’arretratezza culturale dell’Italia, dove la lettura è un aspetto relegato a poche persone e visto quasi con disprezzo dalle altre, nel secondo si manifesterebbe quasi una vergogna, nel non voler chiamare l’eBook reader per quello che effettivamente è, nell’uniformarlo al diversissimo tablet.

L’eBook reader, questo sconosciuto. Anche voi avete avuto esperienze simili? Persone che vi hanno guardato come se aveste parlato arabo, pronunciando quelle due parole? Ritenete che prima o poi anche qui in Italia si possa dire “eBook reader” senza dover passare per qualcuno che parla di roba che non esiste?

e-Reading
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