Lettura, Riflessioni

eBook reader, questo sconosciuto

Ieri ero all’aeroporto. Dopo una bella corsa per evitare di perdere il volo, sono arrivato ai controlli di sicurezza. Ho messo lo zaino nella cesta, assieme alle altre cose. L’addetta ha preso la mia carta d’imbarco e il documento d’identità e li ha controllati. Infine mi ha chiesto se nello zaino ci fossero tablet o notebook. Io le ho risposto che all’interno c’era un eBook reader. Lei mi ha guardato e ha ribattuto:

“Un… cosa?”

Ecco, questa è la situazione con cui ci si deve confrontare in Italia riguardo alla lettura in digitale.

Le cose sono due: o nessuno porta eBook reader in aereo, oppure tutti preferiscono farlo passare come tablet, per non dover perdere tempo a spiegare. Non saprei nemmeno quale delle due opzioni sia peggio: nel primo caso, sottolineerebbe l’arretratezza culturale dell’Italia, dove la lettura è un aspetto relegato a poche persone e visto quasi con disprezzo dalle altre, nel secondo si manifesterebbe quasi una vergogna, nel non voler chiamare l’eBook reader per quello che effettivamente è, nell’uniformarlo al diversissimo tablet.

L’eBook reader, questo sconosciuto. Anche voi avete avuto esperienze simili? Persone che vi hanno guardato come se aveste parlato arabo, pronunciando quelle due parole? Ritenete che prima o poi anche qui in Italia si possa dire “eBook reader” senza dover passare per qualcuno che parla di roba che non esiste?

e-Reading
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Riflessioni, Scrittura

Il fantastico non è un alibi

C’è questa tendenza che si sta diffondendo. L’idea che la scrittura di una storia di genere fantastico consenta all’autore di fare quello che gli pare. Il che è vero, ma solo in parte. Il fantastico non è la giustificazione a tutto e, anzi, è riduttivo e svilente ricondurre ogni scelta dell’autore all’appartenenza a questo macro-genere letterario. Il fantastico non è un alibi per le carenze dell’autore. Mi spiego meglio.

Se abbiamo a che fare con una storia di questo tipo, le possibilità che mi vengono in mente sono due: o l’ambientazione è di pura fantasia, un mondo inventato di sana pianta dall’autore e popolato dalle sue creature e governato dalle sue leggi, oppure si tratta del nostro mondo, lo stesso in cui viviamo tutti noi, ma con l’inserimento qua e là, in maniera marcata o velata, di elementi soprannaturali, fantasy. In entrambi i casi, il fatto di manipolare materiale fantastico non può essere una scusante per non impegnarsi adeguatamente nella costruzione dell’ambientazione, per non sobbarcarsi il carico di lavoro che il mestiere della scrittura richiede.
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Lettura, Riflessioni

Tutti scrivono, nessuno legge

La lettura in Italia
La lettura in Italia

L’Italia è un Paese strano. Si potrebbero passare ore e ore ad analizzare le innumerevoli stranezze della nostra nazione, ma questo è un blog dedicato alla scrittura, quindi l’aspetto su cui ci focalizziamo è proprio quello. Un aspetto che ha, ovviamente, collegamenti abbastanza diretti con un altro: la lettura. Si scrive per farsi leggere, del resto.

L’ISTAT ci consente di dare uno sguardo alle statistiche sulla lettura e sulla produzione di libri in Italia, aggiornate al periodo 2013-2014. Vi consiglio di andare a leggere il testo integrale, anche se i dati che riporta non sono certo esaltanti. Per dirne uno, nel corso del 2014 solo il 41,4% degli italiani ha letto almeno un libro. Leggere un libro in un intero anno mi pare già di per sé un dato sconfortante, ma almeno è meglio di niente, ed è abbastanza facile da ottenere, visto che un anno è un arco di tempo piuttosto ampio. Tuttavia se si pensa che questo traguardo non viene raggiunto dalla totalità della popolazione in grado di leggere, allora si ha già ben chiara la situazione culturale italiana. Siamo in definitiva un Paese in cui a leggere è la minoranza delle persone, con le inevitabili conseguenze sociali che l’assenza della lettura può comportare. Continua a leggere “Tutti scrivono, nessuno legge”