Riflessioni

Le dimensioni contano

Un utile strumento di misura
Un utile strumento di misura

Lungo o corto?
Sottile o grosso?

Sono le domande che tormentano l’umanità. Stiamo parlando, ovviamente, di libri e di lettura. Quindi del confronto tra la narrativa breve e quella lunga, tra racconti e romanzi. Si tratta di una tematica non proprio recente: nel corso degli anni diversi autori hanno mostrato di privilegiare l’una o l’altra forma, sentendosi più a loro agio con la dinamicità del racconto oppure con l’approfondimento del romanzo. Con lo sviluppo del mercato digitale questo aspetto è emerso ancora di più, dato che il mondo 2.0 permette agli autori di proporre al pubblico della narrativa che, in ambito cartaceo, troverebbe difficile collocazione, come sono, appunto, i racconti brevi. Continua a leggere “Le dimensioni contano”

Riflessioni, Scrittura

La spontaneità della scrittura

Organizzazione e controllo
Organizzazione e controllo

Oggi parliamo di spontaneità. O meglio, della sua assenza. Si tratta di un tema che torna ciclicamente, quando si parla di scrittura. Del resto tocca anche alcuni aspetti trattati nell’ultimo articolo. Eppure, nonostante sia un argomento piuttosto dibattuto, continua a esserci parecchia confusione.

La scrittura è un atto spontaneo, immediato e naturale, oppure no? L’atto di sedersi alla scrivania, impugnare la penna – o aprire il word processor – è da intendersi come un’azione che nasce esclusivamente dalla spinta dell’ispirazione, dell’emotività dell’autore, oppure affonda le sue radici in qualcosa di più pratico e meno spirituale? C’è di sicuro, e non lo nego, una parte della scrittura che ha a che fare con l’interiorità dello scrittore, ma a mio avviso non è certamente quella preponderante, né la responsabile della nascita della scrittura stessa. Continua a leggere “La spontaneità della scrittura”

Scrittura

Riscrittura e censura

Macchina da scrivere
Ultimo modello di macchina da scrivere. Chissà perché siamo passati ai computer.

Qualche giorno fa ho visto “Il pasto nudo“, film del 1991 diretto da David Cronenberg e tratto dall’omonimo romanzo di William S. Burroughs. Film… complesso. Tra le altre cose c’è questo scambio di battute tra due personaggi, due scrittori che si confrontano sul tema della riscrittura:

“Puoi dipingerlo, disegnarlo o scriverlo, poi lo passi a qualcuno, lui legge quello che dici e ci ricava una nuova esperienza. È la sola connessione che hai con quel luogo, capisci? Non puoi riscrivere, perché riscrivere è mentire, ingannare; tradiresti i tuoi stessi pensieri: voler ripensare il flusso, il ritmo e il succedersi delle parole… è un tradimento. È il sacrilegio, Martin, il sacrilegio.”

“Non sono in disaccordo con la tua interpretazione cattolica della mia forte… necessità di riscrivere ogni singola parola almeno cento volte. Quello che tu chiami […], quello che tu chiami sacrilegio è la coscienza. È sacrilegio il non riscrivere il meglio possibile, il non voler riconsiderare da ogni possibile angolazione il tutto, soppesarne ogni aspetto.”

“Ah, sì? E che mi dici del rischio di poter ricensurare i tuoi pensieri migliori? I tuoi più onesti, primitivi, reali pensieri. È a questo che porta il tuo laborioso riscrivere, Martin.”

Possiamo lasciare i personaggi alle prese coi loro problemi e avventure nell’Interzona, mentre noi parliamo un attimo, se volete, dello spunto suggerito da quella conversazione.

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