Riflessioni, Scrittura

Il novanta percento di tutto è spazzatura

Un mese fa, circa, ho letto il saggio “Smetti di leggere notizie” di Rolf Dobelli, dedicato a un consumo più consapevole e minimalista delle news. In esso mi sono imbattuto nella cosiddetta Legge di Sturgeon, anche se sarebbe più corretto chiamarla Rivelazione di Sturgeon. Comunque, Theodore Sturgeon è stato un autore di fantascienza e rispose alla bassa considerazione che la critica letteraria aveva di questo genere narrativo, basata sull’obiezione che il 90% della fantascienza è spazzatura, ribadendo che, sì, era vero, ma era anche vero che il 90% di tutto è spazzatura. Così facendo, la fantascienza assume la stessa dignità degli altri generi, opere culturali, d’arte e d’intrattenimento.

Ora, io ammetto che di Sturgeon non ho mai letto nulla, ma mi sento di condividere completamente la sua affermazione. Non solo perché, come autore e lettore di fantascienza, horror e altra “robaccia” di questo tipo sia sempre stato convinto della pari dignità dei generi letterari, ma anche perché nel regno dell’abbondanza in cui viviamo è statisticamente improbabile che tutto ciò che incontriamo sia davvero meritevole.

Ovviamente la percentuale indicata da Sturgeon è del tutto arbitraria, ma riassume in modo efficace il concetto chiave. Appartenere a un genere letterario considerato dalla critica come importante e valido non attribuisce automaticamente lo status di opera di qualità. Allo stesso modo appartenere a un genere bistrattato come la fantascienza o l’horror non attribuisce automaticamente lo status di opera spazzatura. In realtà Sturgeon usa un termine molto più dispregiativo, ma in questa sede ci limiteremo alla parola spazzatura. Il punto focale è che la maggior parte delle cose è davvero spazzatura, che sia il 90% o meno riveste poca importanza. La maggior parte delle cose non è così meritevole di attenzione come riteniamo che sia.

Legge di Sturgeon

Oggi siamo bombardati da serie TV e film, ci sono milioni di contenuti web (tra cui questo, per dire), vengono pubblicati migliaia di libri e la nostra attenzione è contesa da tutti questi elementi. Ecco, un bel modo per risparmiare tempo è quello di ricordarsi della legge di Sturgeon. Evitando di incappare nella fallacia dei costi sommersi, che ci porterebbe a continuare a leggere un libro o guardare un film che non ci stanno piacendo perché ripensiamo a quanto li abbiamo pagati, possiamo liberarci di ciò che non incontra il nostro gusto sapendo che da qualche parte c’è quel 10% che lo incontrerà.

In realtà, la legge di Sturgeon mi ha portato a riflettere anche sulla creazione dei contenuti. Come autore e blogger, io stesso contribuisco ad accumulare la spazzatura che c’è là fuori. Tuttavia saperlo è enormemente liberatorio! Così come nell’ambito dei generi letterari la legge di Sturgeon libera la fantascienza dalla bassa considerazione rispetto alla letteratura mettendo entrambe sullo stesso livello, allo stesso modo sapere che anche gli altri creatori di contenuti pubblicano spazzatura rende la mia spazzatura uguale alle loro. E la loro uguale alla mia.

Quindi è tutto spazzatura? No, ma senza alcun dubbio la maggior parte lo è, sarà quindi il fruitore del contenuto a deciderlo secondo il proprio personale gusto. Quello che ci resta come riflessione generale è la pari dignità di considerazione dei contenuti, delle opere e dei generi letterari, senza attribuire a essi a priori un giudizio negativo. Oppure attribuendolo, a priori, a tutti, in modo da portarli tutti allo stesso livello di partenza.

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